lunedì 7 maggio 2007

Ottimismo trentenne

Riceviamo e pubblichiamo un contributo "ottimista" di Giuseppe Rende, che voglio ringraziare per i complimenti.
Devo dire che l'autore di questo testo (che non so chi sia, aiutatemi voi...) dice parzialmente il vero secondo me. Cioè: dice quello che ci fa piacere sentirci dire, dice cose che toccano il nostro desiderio di sentirci "realizzati". Ma, almeno parlo per me: è vero, a trentanni si è molto più coscienti dei propri mezzi e un po' più "liberi" dai condizionamenti altrui, più sicuri...però si è ben lontani dal sentirsi realizzati (o forse capita in pochi casi). Per me la ricerca è continua, forse esageratamente spasmodica, ma comunque lontana dall'essere completa. Buona lettura.

Io mi divertivo ad avere trent'anni, io me li bevo come un liquore i trent'anni: sono stupendi i trent'anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatre, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perché è finita l'angoscia dell'attesa, e non è cominciata la malinconia del declino. Perché siamo lucidi, finalmente, a trent'anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c'è nulla di male ad amarci se c'incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell'olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent'anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita. È viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo un po' ansimanti e tuttavia freschi. Non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna. [O.F.]

2 commenti:

pavel ha detto...

Bello certo...visto così sembra il paese di Bengodi,ma credo non basti essere convinto di tutto quello che hai scritto...
Si insomma raggiungi consapevolezze che in realtà spesso non ti servono o che dal tuo punto di vista sono un punto di arrivo...e poi...che si fa si aspettano i quaranta e si comincia a vivere un'altra vita...
La consapevolezza dal mio punto di vista deve essere anche azione,non solo l'aver capito qualcosa di più dei vent'anni...
Ogni età ha la sua consapevolezza e i trentanni oggi a parer mio sono fatti da idee,desideri,stimoli a fare,ma tutto in maniera un po' confusa.
Si arriva a trenta come si arrivava ai diciotto,una sorta di sabato del villaggio...e poi ci si ritrova single,alla ricerca di nonsisabenecosa con mille paturnie e difficoltà nel socializzare nel realizzarsi ecc...
Non voglio smontare il tuo punto di vista voglio solo disilludermi che non si tratti di una giustificazione per noi stessi.
Non fraintendermi,sono critico di mio,voglio solo stimolare un po' la discussione per non ritrovarci
a darci pacche sulle spalle e dire quanto sono belli i trentanni...
Ciao

Barbara ha detto...

Credo che tra la lettera ottimista ed il commento di Pavel la realtà come sempre si ponga nel mezzo...
Conosco persone felicissime dei loro trent'anni e oltre, entusiasti della consapevolezza acquisita con una maggior maturità; conosco altresì chi vive negando o quasi il tempo che scorre... :)
Non si può vivere in un continuo (bellissimo ed allettante) carnevale di maturi e vivacissini trentenni, ma nemmeno dire "e poi ci si ritrova single,alla ricerca di nonsisabenecosa con mille paturnie e difficoltà nel socializzare nel realizzarsi"... Pavel non me ne volere! La gioia di vivere ed i momenti difficili fanno parte di tutte le età... Sia che una persona sia felicemente o tristemente single sia che si faccia parte di una coppia più o meno felice. Per quanto mi riguarda posso dirvi che le cose da coltivare e tenere sempre vive sono la voglia di vivere e il volersi bene. Baci baci