lunedì 17 settembre 2007

Trentenni fuori dal coro

Buongiorno a tutti,
in queste settimane ho gironzolato un po' alla ricerca di qualche trentenne non stereotipato,lontano dal mojito e dalle feste forzate,insomma di trentenni che vivono una vita "normale".
Risultato?
Qualche orso in cattività l'ho trovato...
Il problema che le persone che ho contattato spesso si sentono fuori luogo in molte situazioni.
Mi dicono che i coetanei spesso sono scontati nel loro voler essere trentenni.
Ho chiesto spiegazioni ovviamente e le risposte sono state più o meno concordanti,direzionate verso una non omologazione delle età.
Tutti concordi che i trent'anni rappresentano oggi un modo di essere e di aver vissuto ma anche concordi con il non volersi nascondere dietro questa bandiera.
Sono trentenne perchè ho vissuto i cartoons anni ottanta,sono trentenne perchè non trovo casa,sono trentenne perchè ho un lavoro precario ecc...
Il campione "studiato" è forte della esperienza degli anni spesso difficili attraversati,d'altra parte chi ha passato i canonici trenta si ricorda di una parte non facile degli anni settanta e passati gli anni ottanta ha vissuto degl'ibridi anni novanta,ricchi di contaddizioni.
Così queste persone si sentono "egregi" nel senso latino del termine,ovvero fuori dal gregge...sono padri e madri di famiglia,non fanno l'aperitivo,non bevono mojito e non vanno alle feste "forzate" quelle dove spesso si vive solo il revival degli anni che sono stati,unici ambienti dove ci si sente forte perchè si parla la stessa lingua.

Questo è quello che ho ricavato da questi incontri,vite normali,da trentenni normali senza menate,gente che non è "un senza" ma senza nessuna vergogna "un con..."

Meditate gente,meditate...

lunedì 10 settembre 2007

Fuga dai locali "trentenni"?

Per la serie "storie di vita vissuta" pubblichiamo il contributo (il finale sarà vero? :-) di un amico che ci ha scritto, Armando. La cosa più interessante, a mio giudizio, non è l'episodio particolare vissuto con la donna in questione (non è né il primo né l'ultimo...:-) anche se risponde perfettamente ai vari profili che abbiamo pubblicato), ma il sempre più diffuso rifiuto di un certo tipo di locali (che c'hanno veramente nauseato) e di un certo modo "finto" di vedersi e fare attività sociale, ormai assolutamente triste. Buona lettura.

Venerdì sera. Squilla il telefono:è Gigi. Alle 22 ha appuntamento al solito pub con Paolo, Stefano e tutti gli altri del gruppo storico per una serata tra amici. Invita anche me. Rido. Rispondo che non ho voglia delle solite “rimpatriate sfigate tra amici” composta da soli uomini, chiacchiere a sfondo sessuale e birra. Avrei avuto di meglio da fare. Il sabato prima, infatti, ad una festa in collina avevo conosciuto, grazie all’intraprendenza avuta da vari intrugli alcoolici, una tipa anche abbastanza figa. Se la tenessero per loro la serata sfigata. Alle 22 in punto mi becco con la tipa. Una tardona trentacinquenne con corpetto leopardato, minigonna tigrata, stivali pitonati.
Insomma, uno zoo in libera uscita. Mi propone un locale modaiolo: “il trend house”. La tipa merita, è una bella donna accessoriata di tette labbra rifatte. Il locale invece è una caricatura di tutti gli archetipi fighetti: finto arredamento essenziale, gotan project in sottofondo, prezzi astronomici.
Lei prende come da prassi un mojto, io un cola e rhum. Spendo 30 euro per queste due consumazioni, ma sto giocando una partita e devo rischiare. Emilia (questo il nome della tardona) ostenta una palese erre moscia fasulla. Mi infastidisce ma la scollatura lenisce questo senso di malessere. Inizia a decantare il locale asserendo che si “sta tranquilli” perché è “ un bell’ambiente con bella gente”. Mi guardo intorno e vedo che la bella gente ha l’aria triste, lo stesso taglio di capelli e il pulloverino sulle spalle.” Ci sediamo sul divano.a questa distanza mi accorgo di certe aratrate intorno agli occhi che il fondotinta non è riuscito a coprire. Racconta divertita di certe sue serate fighe a club esclusivi grazie ai suoi giri di amicizie, di vacanze fatte con amiche a capoverde per provare il fascino dell’uomo esotico, delle riunioni con queste ultime a casa sua per vedersi sex in the city. Dopo mezz’
ora a chiacchierare con lei sono in piena elefantiasi ma non demordo in fondo la serata è appena cominciata e potrebbe avere dei piacevoli sviluppi. Lei è affetta da una terribile logorrea e non mi lascia parola.,mi racconta conoscenze di posticini “in” dove poter mangiare bene, di non aver nulla da invidiare alle ventenni per vita sociale, che gli uomini della sua età sono tutti vecchi (anche se non vogliono ammetterlo).Intanto ordina ancora da bere.( ci credo, per quanto parla avrà la bocca secca). Ricontinua a raccontare, in ordine: viaggio a Sharm, il suo amore per il lavoro di manager, del suo capodanno a Cortina, di stare incredibilmente bene come single e di godersi la vita. Al quinto mohito getta clamorosamente la maschera e le viene una ciucca depressiva. Mi vomita quarantanni di problemi addosso asserendo di essere sola, triste e senza un uomo. Le dico che devo andare un attimo in bagno. Entro. Osservo che proprio sulla tazza c’è una piccola finestra. Forse riesco a passarci. Riesco. Corro via, libero. Libero dalla tardona, dai problemi, dai suoi racconti di vita vissuta negli ambienti in. Corro via, felice, lasciandola sola in quel locale che lei tanto ama. Corro via veloce, felice di raggiungere gli altri, per una sana, piacevole, vecchia rimpatriata sfigata tra amici.

martedì 4 settembre 2007

Trentenni,dove vi innamorate?

Ecco qui un bello studio fresco fresco...
Dove si innamoreranno mai i trentenni?
Sembra proprio che palestre e centri fitness siano il fulcro del turbinio amoroso,pensate che almeno il 28% degli intervistati ha trovato la sua anima tra muscoli gonfi,olii profumati e saune,come a sottolineare che l'immagine non conta nulla.
Un discreto 13% si è innamorato in discoteca,una volta era la balera che tra valzer e mazurke mieteva vittime,oggi qualche decibel in più e alcool a volontà contribuiscono a "conoscersi meglio".
Il posto di lavoro occupa un ottimo 24% mentre i villaggi vacanza,fanalino di coda,seguono tristemente con un 10% di casi di innamoramento più o meno duraturo....

La nostra ricerca ha coniato inoltre un termine nuovo per definire questa categoria di trentenni,chiamandoli fitness-lovers,si tratta di un campione ben istruito,frequentatore della palestra almeno 2\3 volte a settimana e solitamente dopo il lavoro.
La palestra sembra essere comunque il luogo ideale per le trentenni le quali si sentono "meno assediate" e libere di vestire come vogliono...(come se già non lo facessero???)

Ma non sono tutte rose per le nostre belle fanciulle "sulla trentina"...
Uno studio tedesco,e quindi preciso" asserisce che le trentenni con una relazione stabile,subiscono un calo del desiderio dopo il quarto anno...sottolinea inoltre lo studio come negli uomini questo calo non si verifica se non in piccolissime percentuali...molto piccole.
L'uomo trentenne d'altra parte,sostiene lo studio,non può permettersi cali del desiderio per la semplice ragione di dover contrastare possibili rivali.
Il calo del desiderio nella giovane donna è sopperito dalla voglia di tenerezze da parte del partner sembra in maniera inversamente proporzionale,mentre nel giovane uomo....bè....si sa...

Dunque cari trentenni voi dove vi siete innamorati\e?
Questo drastico calo del desiderio sostenuto da serissimi ricercatori tedeschi è poi vero?

Il dibattito è aperto.

domenica 2 settembre 2007

Trentenni: la generazione del labirinto


Inauguriamo con questo post un angoletto culturale giusto così, per far capire che non facciamo solo le parole crociate e andiamo a fare aperitivi.
Vi segnalo questo libro di una scrittrice francese che ho trovato in giro, lo inserisco nella lista dei libri da leggere, voi fate altrettanto:

I trentenni. La generazione del labirinto. Colloqui con Isabelle Vial

di Sand Françoise, Vial Isabelle (Feltrinelli)

La descrizione cita: "Quali caratteri psicologici contraddistinguono i nati tra 1968 e 1978? Che aspirazioni hanno? Secondo la psicoterapeuta settantenne francese Françoise Sand, una cosa che balza subito all'occhio nei colloqui con questi giovani è che quanto andava da sé per le generazioni precedenti ­ come lasciare la casa dei genitori, entrare nella vita professionale, sposarsi, avere bambini, insomma diventare adulti ­ è diventato per loro un'esperienza diluita nel tempo e comunque difficile da affrontare. Si tratta di una generazione volubile, che si dà un gran daffare senza mai fissarsi definitivamente, una generazione che, se gode di un'inedita possibilità di realizzazione personale, si trova però anche a porsi domande dolorose sul senso della propria vita."

Potete comprarlo qui

giovedì 30 agosto 2007

10 cose che una donna dovrebbe saper fare


In onore della fama di classificatori che ci siamo fatti, ecco un decalogo delle cose che le mature donne trentenni dovrebbero saper fare, secondo noi:

1) saper dire "si" quando si vuole dire "si", "no" quando si vuole dire "no", esprimere il proprio disappunto o i propri problemi con una combinazione sensata di parole della lingua correntemente in uso. Non deve essere necessario un interprete
2) saper camminare in montagna, se accetta di accompagnare il proprio uomo. Non deve fare leva sul senso di protezione e trovare attività alternative non inerenti allo scopo primario della gita
3) saper valutare la temperatura esterna (leggi: caldo/freddo) con una sensibilità più simile agli esseri umani che agli invertebrati. Il 15 di agosto il finestrino deve restare GIU'
4) saper passeggiare per le strade del centro al solo scopo di godersi le bellezze della città e magari un banalissimo gelato, senza farsi prendere da famelica e compulsiva febbre da shopping ad ogni inutile vetrina incontrata
5) saper indicare la giusta strada da prendere in macchina, in un tempo sufficiente per realizzare la manovra, utilizzando uno dei seguenti termini: dritto, destra, sinistra. Sono banditi i seguenti termini: uhmmmm, non so, aspetta, ho la cartina a rovescio, non si capisce, a cosa servono quei punti rossi, attento, vai più piano ecc....
6) saper cucinare. Sbustare e scaldare i 4 salti in padella non rientra nella categoria
7) sapere che lo specchio, in quanto tale, riflette. Non è colpa sua se si vede la cellulite
8) saper apprezzare esseri femminili che non siano la mamma, la sorellina e l'amichetta
9) saper ordinare un piatto al ristorante entro la fine della cena, tenendo presente che le ordinazioni sono PERSONALI e IRREVERSIBILI, prendendosi quindi la responsabilità delle proprie scelte. Ordinare un piatto di verdure grigliate e poi mangiare metà carbonara del proprio uomo non è consentito
10) saper rivolgersi al proprio uomo con modalità diverse a seconda delle situazioni e dei contesti. Amorino, patatino, tesorino, ciccino sono da usare nell'intimità, non alla cena fuori con amici

lunedì 27 agosto 2007

Vivi, vegeti e...trentenni!

Arriva un momento nella vita di un uomo in cui è necessario rimanere soli...

L'ultimo mese di blog è stato un po' "sterile" dal punto di vista delle pubblicazioni ma in realtà io e il mio socio abbiamo elaborato nuove e più intriganti teorie sul mondo trentenne femminile, così abbiamo deciso di partire...abbiamo prima pianificato un viaggio scegliendo tra mille destinazioni per poi optare per le altitudini ossigenate del centro Italia...aria pura e vita all'aperto.
Credo che l'ossigeno fosse anche troppo e la vita all'aria aperta non deve averci fatto troppo bene, abbiamo sofferto di visioni e abbiamo visto cose che voi umani e umane nemmeno potete immaginare...americhe in Italia, donne bellissime nei luoghi più sperduti e isolati, ufo...si, ufo!).

Ma imperterriti siamo andati dritti sulla nostra strada, forti delle nostre convinzioni e delle nostre nuove scoperte del mondo femminile, così dall'alto delle vette scalate impavidamente, guardando all'orizzonte abbiamo creato.
Il minimo che vi aspettiate è che io vi scriva quello che dalle nostre menti complesse è scaturito...non sarà così...per questo ci penserà il mio socio,a me il solo compito di riaffacciarmi sul nostro blog, darvi il ben tornato e l'augurio di un buon inizio settembrino.
Insomma durante questa vacanza e nel mese di silenzio ci siamo trasformati in moderni Cristoforo Colombo alla scoperta di nuovi mondi,anche interiori,abbiamo maturato nuove convinzioni, navigato nuovi oceani e dominato venti a noi ostili...
Ma il bello è che un' accurata indagine ci ha fatto scoprire anche trentenni quasi perfette...della quali quasi non si può fare a meno...

Naaaaaa....non ci credevo nemmeno io....eppure....!

Non vi rubo altro tempo: bentornate dunque fanciulle,belle e abbronzate,
bentornati ometti, aspettiamo con ansia le vostre esperienze estive con trentenni in libera uscita...chissà come saranno mai??